Dobbiamo consolidare le fondamenta dell’Italia

Sono stati fatti tanti errori nel corso di quest’ultimo mezzo secolo, così che il nostro Paese si è evoluto poco ed in maniera molto irregolare. E le fondamenta del sistema Paese scricchiolano.

Tra i tanti errori, uno che possiamo rilevare a posteriori, è stato quello di aver abolito l’ora di educazione civica nelle scuole. Introdotta nella scuola statale da Aldo Moro nel 1958, fu soppressa all’improvviso nell’anno scolastico 1990-91, con un Governo Andreotti,  per ragioni di riduzione della spesa pubblica. I governanti all’epoca giustificarono l’iniziativa dicendo che ormai la società italiana era evoluta e tutti, bene o male, accettarono senza obiezione, anche perché l’ora di educazione civica era dipinta come «l’ora più noiosa della settimana»,  e per di più non prevedeva il voto in pagella.

Ma l’ evoluzione della nostra società ha preso nel corso degli anni invece, una piega sbagliata, aiutata dall’ignoranza generale.

Così, sempre più, sono all’ordine del giorno discussioni ed incongruenze sui diritti e doveri del Presidente della Repubblica, del Governo, dei Ministri, degli Enti Locali. Tutte questioni adeguatamente spiegate nella nostra Costituzione.

La scuola avrebbe l’arduo compito di cercare di formare dei cittadini, che poi dovrebbero decidere in prima persona se diventare buoni o cattivi cittadini. Invece oggi le materie più vicine alla formazione del cittadino (Educazione Civici, Diritto ed in forma minore Storia) sono state abbandonate o lasciate in secondo piano. Oltre alla famiglia, strumento rilevante per la crescita personale, ci sarebbe, come già detto,  la scuola, Ma con gli strumenti e le materie d’obbligo dei nostri giorni, è difficile formare sufficientemente.

Mai come oggi vediamo in giro cittadini non consapevoli e non a conoscenza, ignoranti e poco rispettosi.

C’è un vuoto, le fondamenta del paese non sono così salde come un tempo, perché troppo spesso i cittadini non sono consapevoli e non sono a conoscenza.

Così diventa più facile essere preda di quanti sono disposti a raccontare le favole, avendo dinanzi un soggetto debole; soggetto che tante volte viene risucchiato in un meccanismo che servirà poi per accaparrarsi il consenso, necessario per arrivare al potere.

Ci vuole una società più illuminata, e ciò potrà avvenire nel momento in cui la famiglia rimarrà in piedi e la scuola riuscirà ad educare ad essere cittadini più consapevoli.

Consapevoli anche del fatto che qualcuno cercherà di carpire loro qualcosa.

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Ma non chiamateli tifosi!

Ora basta! Tante, troppe volte alle parole non si dà più il corretto significato. C’è da ritrovare il significato originale delle parole, perché le parole devono essere pesate perché le parole sono macigni e noi tutti stiamo nel mezzo d’una “sassaiola”.

A proposito di “sassaiola”, prendiamo il gergo sportivo : …Roma, scontri tra tifosi,  poi spedizione punitiva di ultras con cinque feriti. Uno, accoltellato, è grave… Scontri Inter-Napoli, nuovo video: i tifosi si affrontano con spranghe e bastoni. ll lato oscuro del tifo: cos’è accaduto davvero nella sera più buia di San Siro

Avete certo capito che il termine in questione di cui vogliamo parlare oggi è la parola “tifosi”.

Tutti i media raccontando i fatti di guerriglia urbana o negli stadi, apparentemente legata al mondo del calcio, usano il termine “tifosi” per individuare i contendenti.

E’ ora di farla finita, il termine “tifosi” deve essere assolutamente cambiato!

Non può più essere utilizzato nei casi di risse tra persone legate al mondo del tifo organizzato e nei casi in cui gli stessi soggetti sono poi gli attori principali anche di fatti di cronaca nera (rapine, estorsioni ecc.).

La parola “tifosi” in questi casi è impropria, è un’offesa verso tutti coloro che vogliono andare allo stadio per assistere ad una gara sportiva, ad una partita, per tifare la propria squadra e per  passare una giornata diversa, stando in compagnia.

A limite chiamateli ultras, ma non chiamateli tifosi; quelli sono un’altra cosa.

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Thanks God is Friday

TGIF (thanks God is Friday Grazie a Dio è venerdì ) è il motto che Google ha coniato per educare i propri dipendenti ed i loro amici ad una cultura del lavoro più moderna e sicuramente più solidale. 

TGIF richiama a cena, con un ricco buffet illimitato e gratuito,  tutti i lavoratori della stessa Google, nei locali aziendali,  per festeggiare, la fine della settimana. L’evento si celebra chiaramente ogni venerdì sera ed ogni dipendente può anche ospitare anche degli amici, dopo averli registrati e dotati di apposito badge.

Un caro amico venerdì 2 marzo ha potuto partecipare alla cena negli uffici di Londra, ospite di un italiano, dipendente Google della filiale di Londra.

L’iniziativa per noi lavoratori italiani in Italia, appare come una novella, una favore. Ma novella non è perché ho un testimone fidato che mi ha riferito di aver mangiato assai e proprio bene, in un ambiente informale e di tutto rispetto. 

In Italia il buon lavoro in senso più ampio (attività lavorativa correttamente organizzata, gratificazione per le capacità ed i risultati, equilibrio nella gestione nei rapporti interpersonali ecc.) è ormai solo una mosca bianca. La maggior parte dei lavoratori che vantano una occupazione, perdono la motivazione professionale e si sentono avviliti, annoiati, frustrati e troppo spesso sfruttati.

Da noi, l’insoddisfazione lavorativa è grande e porta tante volte a diventare anche inefficienti, quasi controproducenti, passivi. 

Grazie a Dio è venerdì, da noi, per chi ha la fortuna di non lavorare nei fine settimana,è un’espressione liberatoria di poter, per un paio di giorni, pensare ad altro.

Thanks God is Friday per i dipendenti Google, è invece solo un bell’appuntamento di socializzazione, che va a aggiungersi a settimane di lavoro flessibile, di tutele per familiari e e genitori, di benefits di alta qualità, ecc. ecc.

 

 

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Il 15 marzo si avvicina

Da noi fino a qualche giorno fa non si è percepito. Sono arrivate solo di rimbalzo le notizie di un forte interessamento dei giovani studenti nel mondo per il clima, per l’ambiente. Da noi forse tutti sono troppo impegnati con il loro smartphone, oppure poca è la consapevolezza generale dimostrata, in primis dalla politica e dall’industria, per l’ambiente ed il clima, che è poi ribaltata anche sui nostri ragazzi. Ma negli ultimi giorni qualcosa si muove anche in Italia.

La controprova o la smentita l’avremo venerdì 15 marzo, giorni in cui gli studenti di tutto il mondo si mobiliteranno per chiedere misure urgenti contro il riscaldamento globale. Siamo proprio curiosi di vedere cosa accadrà in Italia.

L’icona di questa reazione del mondo studentesco alle difficoltà della terra, è divenuta per caso, una ragazzina svedese, Greta Thunberg, nata nel 2003, che fin da piccola è stata indirizzata dalla famiglia a comportamenti in favore sia del risparmio energetico, che di quello dell’acqua, come pure dell’attenzione allo spreco del cibo. Il 20 agosto del 2018 Greta ha dato vita in prima persona agli “scioperi della scuola per il clima”, stando seduta davanti al Parlamento svedese, durante l’orario scolastico, con la richiesta che la Svezia si attivasse per la riduzione delle emissioni di carbonio come già previsto dall’accordo di Parigi sul clima.

La sua protesta ha attirato l’attenzione di giovani da tutto il mondo, che oltre a seguirla, si stanno organizzando per partecipare attivamente alle sue iniziative. Greta si è inoltre recata a Bruxelles, dove ha parlato davanti alle autorità della UE.

L’Europa è un po’ il fulcro della protesta e della presa di posizione in favore di un pianeta, che sta perdendo tutte le sue difese. Ma mobilitazioni si sono avute anche in Australia, America e Africa.

In Italia, un ragazzo di Pisa ed uno in provincia di Udine hanno creato, per primi, pagine facebook e stanno cercando di coinvolgere amici.

Il giorno delle manifestazioni è diventato il venerdì. In Europa (Belgio, Francia, Germania) ed in Australia si sono avuti nei mesi scorsi scioperi dalle lezioni scolastiche con grandi manifestazioni nelle città, con la richiesta alla politica di non rimanere  indifferente, visto che non esiste un pianeta B, a cui potersi aggrappare.

Persino nella tranquilla e neutrale Svizzera sono scesi in piazza 20mila ragazzi con striscioni.

Il 15 marzo si avvicina e questi ragazzi stanno preparando una nuova grande manifestazione, che stavolta si dovrebbe svolgere lo stesso giorno in tutto il mondo.

Ed in Italia i nostri giovani cosa faranno?  

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Per non farci mancare nulla…

  • Per non farci mancare nulla… a cadenza mensile abbiamo i sondaggi elettorali sulle indicazioni di voto.
  • Per non farci mancare nulla… a cadenza quasi bimestrale, nel 2019 abbiamo avuto ed avremo elezioni per il rinnovo di sei consigli regionali (Abruzzo, Sardegna, Basilicata, Piemonte, Calabria, Emilia Romagna).
  • Per non farci mancare nulla… il 26 maggio 2019 ci saranno le elezioni europee.
  • Per non farci mancare nulla… nel 2019 ci saranno anche elezioni amministrative in ventotto comuni capoluogo di provincia che si terranno in una data compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno (è probabile che le elezioni amministrative si tengano il 26 maggio in concomitanza con le elezioni europee), nei comuni con scadenza naturale del mandato degli organi eletti nel primo semestre del 2014, ed in quelli alle elezioni anticipate perché commissariati o per motivi diversi.
  • Per non farci mancare nulla… a volte ritorna l’idea che dopo le elezioni europee si potrebbe anche pensare ad un voto anticipato per le politiche (svolte soltanto a marzo 2018 insieme alle regionali del Lazio e della Lombardia).

Con ciò mi viene in mente il proverbio “A casa dei poltroni è sempre festa”.

Poltroni sono quanti non fanno o non riescono a combinar nulla ed i nostri politici in termini di praticità e di realizzo ci vanno molto vicini; festa perché per i politici essere sempre a spasso, lanciare slogan e fare gli strateghi delle campagne elettorali, è ormai, una delle poche soddisfazioni rimaste in piedi, perché la realtà delle situazioni da risolvere nel nostro paese è molto complicata.

Ed allora non ci resta che fermare questo trend e ripensare velocemente il sistema amministrativo, mettere dei paletti e compattare le scadenze.

Le amministrative vanno sempre accorpate tra loro, meglio ancora se possono essere insieme ad elezioni politiche. Le legislature andrebbero completate, portate in fondo, a meno che non avvengano fatti gravi al di fuori del contesto politico che impediscano la prosecuzione. Per moderare tale ultima ipotesi si potrebbe studiare la possibilità di aggiungere delle elezioni di medio termine (come già presenti in alcune nazioni tipo Stati Uniti ed Argentina), per rinnovare in parte, a metà mandato alcune cariche. E per ultimo andrebbero eliminati i sondaggi, che influenzano l’elettorato ed il comportamento dell’uomo politico che all’elettorato deve poi rispondere.

In Italia i politici lavorano soprattutto per la campagna elettorale; in Italia si pensa troppo alle elezioni; in Italia si vota troppe volte; in Italia da qualche anno vota molta meno gente rispetto al passato; in Italia i problemi da risolvere sono sempre di più e sempre più grandi.

Stefano Bortoli

 

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Questo modo di agire e reagire, fuori dalle regole

I fatti: sabato 23 febbraio 2019 il Ministro degli Interni della Repubblica Italiana è andato nel carcere di Piacenza, non per rendersi conto delle condizioni dei detenuti e per capire le problematiche delle nostre carceri, ma bensì per incontrato un detenuto. Un uomo condannato in via definitiva con sentenza della Corte di Cassazione, per tentato omicidio, a 4 anni e sei mesi. Aveva catturato e immobilizzato un intruso (un ladro) nel suo cantiere, prima di sparargli in aperta campagna.

La visita del Ministro degli Interni è stata fatta con lo scopo di portare la sua vicinanza e solidarietà, di fatto una bella e buona posizione a difesa del condannato che, con un gioco di parole, secondo Salvini, si è soltanto difeso.

I 3 gradi di giudizio invece hanno accertato che il condannato non solo si è “difeso”, ma ha anche “offeso”, ben oltre il dovuto.

E la legge? Ed i giudici? Ed i 3 gradi di giudizio?

Ma Salvini, che quasi si pone al di sopra della legge, con un simile comportamento si è già portato avanti, alla definitiva approvazione della sua legge sulla legittima difesa (al momento approvata solo dal Senato), la quale prevede tra le altre cose,  che… sarebbe sempre da considerarsi in stato di legittima difesa colui che, legittimamente presente all’interno del proprio o dell’altrui domicilio, agisca al fine di respingere l’intrusione posta in essere dal malintenzionato di turno con violenza o minaccia…

Con questa nuova legge, cavallo di battaglia di Salvini, speriamo non si debba mai raccontare di tragedie impunite, per il solo fatto per esempio … di essere andati a raccogliere un pallone finito per sbaglio in una proprietà altrui; tanto la minaccia anche verbale potrà in qualche modo essere portata a propria giustificazione…    

Buona parte degli italiani è d’accordo con il Ministro degli Interni. Ma troppi sono i sintomi di questo modo di agire e reagire, fuori dai canoni di buona condotta e soprattutto dalle regole in vigore.

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Ecco di cosa ha bisogno l’Italia

Forse è solo questo che manca in Italia, in troppi casi. Un semplice, onesto e preparato amministratore pubblico che ha oltretutto l’intelligenza di contornarsi di collaboratori altrettanto semplici, onesti e preparati. Questo quadro alla fine riuscirà a scalfire ed a convincere anche i più indolenti cittadini e lavoratori sia pubblici che privati, a remare a favore del sistema Paese, sia locale che nazionale.

Per questo c’è una notizia che è passata sotto traccia ma che va rilanciata e fatta conoscere, che sinteticamente vogliamo raccontare.

Esiste una fondazione filantropica internazionale dal nome City Mayors Foundation, che svolge e pubblica ricerche originali, fornisce servizi e linee guida per un governo locale etico, aperto e onesto, che ogni due anni assegna un premio (il World Mayor Prize e Commendations) ai sindaci che hanno dato un contributo eccezionale alle loro comunità e hanno sviluppato una visione per la vita ed il lavoro urbano per le città di tutto il mondo. Cosa importante è dire che questa fondazione è libera ed indipendente, rinunciando a sponsorizzazioni, pubblicità, abbonamenti, donazioni o altri tipi di entrate, che se offerti sono rifiutati. E’ gestita da professionisti provenienti da Europa, Asia e Americhe che lavorano insieme per promuovere città forti, leali con un buon governo locale.

Il premio che la fondazione voleva assegnare per l’anno 2018 era stato organizzato su un progetto dedicato interamente alle donne nel governo locale, amministratrici, prime cittadine di tutto il mondo. Per mostrare e valorizzare le donne preparate e per incoraggiare ancora più donne a sviluppare carriere nei governi locali e politici del proprio paese.

Non so se lo sapete ma il premio del 2018 è stato assegnato a Valeria Mancinelli, la sindaca Pd di Ancona, che in pochi conoscono a livello nazionale, che ha battuto tante amministratrici importanti sparse per il mondo, come ad esempio la sindaca di Parigi o di Colonia, in quanto si legge nella nota illustrativa, …Ha risollevato economicamente la città, non ha fatto promesse esagerate, ha puntato su una ripresa economica a piccoli passi. Le strade sono state riasfaltate, gli spazi verdi ripuliti e le varie attrazioni turistiche della città, comprese le spiagge, hanno nuovamente ottenuto recensioni positive ed oltretutto ha rilanciato il porto, cresciuto, soprattutto nel settore della costruzione navale che era oramai prossimo al declino

Persona onesta, preparata, con azioni semplici ma significative per la comunità e soprattutto poche promesse, attuabili che poi sono state mantenute.

Ecco di cosa ha bisogno l’Italia.

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Quale legame con il proprio animale?

Io, sempre così indaffarato anche nei giorni liberi dal lavoro, a volte mi perdo alcuni secondi in strada o dal terrazzo di casa ad osservare le tante persone che passeggiano senza fretta, in compagnia del proprio cane.

E guardandole attentamente o sentendole parlare rilevo un attaccamento quasi morboso verso l’animale, legame che porta sempre più gente ad amare gli animali da casa come se fossero figli.

Anzi, a volte ho sentito con le mie orecchie persone che hanno espresso giudizi e dimostrano di avere un legale con il proprio animale più forte di quello che con i propri simili.

E’ vero che la vita è sempre più complicata ed illogica, così che tante persone che si sentono escluse dal contesto sociale, si rifugiano nella compagnia di un animale, nella speranza di riuscire, con la fedeltà indiscutibile soprattutto di cani e di gatti, a compensare le proprie frustrazioni.

E’ vero anche che il mondo lavorativo è stato stravolto e le certezze ed i posti di lavoro di un tempo, in molti casi sono soltanto un lontano ricordo; c’è da rimettersi in gioco in qualche modo, con qualcosa di nuovo. Ed uno dei settori che sta rimettendo davvero in gioco tante persone è il mondo che ruota attorno agli animali, visto quando si è detto sopra.

Ma è anche vero che, se gli animali che interagiscono così da vicino con l’uomo, potessero esprimere tutto il proprio pensiero, richiederebbero forse di esseri riconosciuti per quel che sono secondo la loro natura, e non per quel che noi vogliamo che essi diventino, anche perché quanto ruota attorno agli animali domestici certe volte arriva ai limiti del grottesco.

All’inizio ci fu il veterinario ed il primo pet food (cibo per cani e gatti). In seguito sono sorte le toilette per animali, per dare assistenza nella pulizia. Più avanti si sono proposti i primi educatori cinofili, grazie soprattutto all’esperienza maturata. Da qualche anno allevare ed educare, è pure diventato un corso di laurea (a Pisa per esempio c’è il corso di laurea denominato “Tecniche di allevamento animale ed educazione cinofila”).  Di pari passo alla figura dell’educatore è venuto su anche il ruolo del Dog Sitting (badante dell’animale in assenza temporanea del proprietario) e delle pensioni per animali (per periodi prolungati di assenza da casa). Negli ultimi tempi i servizi si sono allargati e di molto. Cliniche che oltre a curare le malattie propongono, con team di persone formato da figure diverse, con proprie professionalità be distinte, ulteriori passaggi personalizzati per il benessere dell’animale, con l’ausilio anche di prodotti parafarmaceutici esclusivi, da somministrare o da vendere. Per non parlare poi dei nuovi negozi che stanno venendo fuori, vicini al top di gamma. Esclusive pasticcerie artigianali per cani e gatti, perché all’animale non deve mancare proprio nulla.

Ah già, dimenticavo! Negli USA il servizio di assistenza e rimozione dei residui organici lasciati dal cane è un vero successo. Doody Calls è un servizio di pulizia dei giardini privati e delle aree comunali pubbliche, con la possibilità di ricevere direttamente a casa, anche i sacchi pesanti della lettiera, con la sostituzione di quelli utilizzati.

Passeggiare con il proprio cane piace a tutti; un tempo era prerogativa di pochi signori e lì ci si fermava. Oggi il mondo ha svoltato, non solo per gli umani, ma anche per gli animali (ad opera degli umani).

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