100% di energie rinnovabili ad El Hierro

El Hierro è la più piccola delle Isole Canarie. Abbastanza vicina alle coste dell’Africa, gode di un clima mite tutto l’anno, attorno ai 20°C. Più o meno grande come l’isola d’Elba, in prevalenza montuosa, è un’oasi naturale (classificata dall’Unesco come Riserva Biosfera ) e presenta piccoli villaggi di case,  in armonia con il contesto ambientale. Possiede alcune spiagge con sabbia di colore rosse, a ricordare che fu un’isola vulcanica.
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Quest’isola, molto ai margini del turismo di massa di cui le Canarie vivono, è diventata però famosa perché nell’ ambito energetico ha raggiunto un primato importante.

Può considerarsi la prima isola al mondo energeticamente autonoma,  per mezzo di fonti rinnovabili e pulite. Riesce a prodursi i 6 megawatt di cui ha bisogno senza ricorrere a fonti tradizionali.

Il sistema di produzione di energia, il cui progetto è costato oltre 60 milioni di euro, entrato in funzione un anno fa ( nell’agosto 2015 ), funziona con pale eoliche da 11 Mw, che oltre a produrre energia servono anche a mettere in funzione delle pompe idrauliche che inviano l’acqua di mare ad un bacino artificiale realizzato in collina. Da lì l’acqua scendendo a valle attive delle turbine idroelettriche che producono altra energia.

images (2)Così se c’è vento l’isola lavora con le pale eoliche, se c’è bonaccia l’isola invece lavora con il bacino di acqua che è stato creato.

Quindi El Hierro oltre ad essere una piccola isola affascinate da un punto di vista ambientale, ancora poco battuta dal turismo di massa,  è diventata per i tecnici e gli operatori del settore energetico attraente anche perché risulta essere  il primo esempio di isola con autosufficienza energetica al 100%, grazie alle energie rinnovabili.

Così, oltre ad essere un’isola felice, è anche energeticamente autonoma !

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Meritavamo rispetto!

Il no definitivo di Virginia Raggi alle Olimpiadi di Roma 2024, che oltretutto fa aspettare all’appuntamento del 21 settembre 2016 per  37 minuti  Malagò ( presidente del Coni ) e Pancalli (Presidente Nazionale del Comitato Italiano Paralimpico ),  che se ne vanno via furibondi dal Campidoglio, sta movimentando le cronache di questi giorni .immagine2

Come andrà veramente a finire, se la giunta Raggi regge, si sa.

Però quel … meritavamo rispetto ! … tuonato da Malagò, francamente non mi è andato tanto giù.

Anche perché Malagò avrebbe spiegato di fronte alla stampa che …. Noi siamo un ente pubblico, tutte le spese sono online, e si tratta di fondi del Governo. Dico che se qualcuno chiede, e qualcuno potrebbe chiederlo, perché sono stati spesi questi 20 milioni è chiaro che dovremo rimandare la domanda a chi sta bloccando una candidatura, visto che tuttora siamo ufficialmente candidati con il sostegno formale di tutti. In ogni caso, se si vuole controllare come sono stati spesi fin qui i soldi in qualsiasi momento si può fare. E tutti i soldi sono quelli previsti dalla legge “Sport e Periferie

immagine1E se si va per l’appunto a vedere la legge “Sport e Periferie” troviamo che in essa sono autorizzate  spese per complessivi 100 milioni di euro nel triennio 2015-2017, di cui 20 milioni nel 2015, 50 milioni di euro nel 2016 e 30 milioni di euro nel 2017, finalizzate alla… realizzazione di interventi per la  realizzazione e la rigenerazione di impianti sportivi con destinazione l’attività agonistica nazionale, localizzati nelle aree svantaggiate del Paese e nelle periferie urbane e diffusione di attrezzature sportive nelle stesse aree con l’obiettivo di rimuovere gli squilibri economici e sociali ivi esistenti… il completamento e l’adeguamento di impianti sportivi esistenti, con destinazione l’attività agonistica nazionale e internazionale… La norma individua come finalità il potenziamento dell’agonismo, lo sviluppo della relativa cultura, la rimozione degli squilibri economico sociale e l’incremento della sicurezza…

Se ti guardi intorno, ovunque tu sia, nei paesi, nelle piccole città, nei grandi centri,  gli impianti sportivi di ogni genere nella maggior parte dei casi sono fatiscenti, semi abbandonati, non a norma, utilizzati in maniera troppo intensiva o parzialmente utilizzati perché danneggiati .images

Motivo ? In giro, soldi pubblici per gli impianti sportivi, non ce ne sono !

Ed il Coni ? Ancor prima della candidatura ufficiale di Roma alle Olimpiadi 2024, per bocca del presidente Malagò, dichiara di aver già speso (non si sa poi per cosa) 20 milioni di euro per tale organizzazione, prelevandoli proprio dal fondo di cui alla legge “Sport e Periferie”, che sarebbe destinato alpotenziamento dell’agonismo, lo sviluppo della relativa cultura, la rimozione degli squilibri economico sociale e l’incremento della sicurezza… 

Questo mi fa pensare che le stanze del potere sono ancora distanti anni luce dal comune cittadino.

E quindi anche noi, popolo italiano, più di ogni altro … meritavamo rispetto!

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I borghi abbandonati sono una risorsa o un problema ?

I borghi abbandonati o in forte spopolamento, sono presenti in numero molto elevato nel territorio italiano. Come trasformare tale comunità da problema a risorsa, come evitare che tale luoghi possano spegnersi definitivamente?

In questo periodo estivo ne ho visitati alcuni, soprattutto in Toscana, per rendermi conto personalmente della situazione.Senza dubbio la lontananza dei servizi essenziali per la persona è la prima causa di abbandono, ma per le nuove generazioni anche le enormi difficoltà di collegamento ad internet, rappresentano un punto negativo da non sottovalutare.

Gli amministratori di alcuni piccoli comuni colpiti dallo spopolamento,  con le poche risorse che possiedono cercano in qualche modo di attuare politiche volte alla rivitalizzazione dei borghi. Va detto che tali iniziative avrebbero ben altra energia se potessero transitare da una rete che garantisca la continuità di queste esperienze e non le renda invece isolate e fini a se stesse.

Tornando alle esperienze dirette di questa estate, posso dire che sono stato ricevuto dall’Amministrazione del Comune di Fabbriche di Vergemoli in Provincia di Lucca ( nato dall’unione di Fabbriche di Vallico e Vergemoli nel 2014), che mi ha illustrato nei dettagli l’ iniziativa.

Cosa hanno fatto? Dopo un’attenta analisi del territorio,  l’Amministrazione ha contattato i proprietari o gli eredi di delle case abbandonate o dei ruderi , richiedendo la disponibilità a trasferire a terzi  al prezzo simbolico di un euro, la proprietà di detti immobili, alcuni con terreno di pertinenza. Tale facilitazione implica però per l’interessato all’ acquisto, l’obbligo di risanare e rendere agibili gli immobili, per scopi privati o turistico/ricettivi. Si tratta di una quindicina di immobili o di resti di immobili nelle frazioni di Campolemisi, Fornili, Biutale, Biutaletto, Vetriceto, Vispereglia, appartenenti a questo Comune della Garfagnana, suggestiva area geografica della Provincia di Lucca.

Il Comune di Fabbriche di Vergemoli nel mese di maggio scorso ha pubblicizzato tale iniziativa su alcuni media locali e nazionali, ma ad oggi ci sono stati solo contatti con privati, soprattutto stranieri, o società cooperative. Per inciso l’Amministrazione comunale avrebbe già previsto una seconda fase, dopo una positiva conclusione della prima, che porterebbe ad un censimento degli immobili privati posti in vendita, sia occupati che sfitti, per favorirne il ricollocamento.

Ecco le foto di alcuni beni posti in vendita al prezzo simbolico di un euro.

Fornili

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Con quanto sopra abbiamo cercato di illustrare un caso concreto, dato che anche sui nostri media sono ormai ricorrenti  sfide reali o presunte per far rinascere paesi abbandonati, come pure è facile sentire parlare di persone che pensano di cambiare vita, lasciando le città.

L’offerta di case ad un euro è una scommessa, anche perché, come dicevamo, l’assenza di coordinamento e di aiuto verso chi vuole insediarsi, può pesare. Il Comune riuscirà a vincerla ?

Stefano Bortoli

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Boeri si espone in favore del popolo

Non molto tempo fa avevamo parlato positivamente nell’articolo intitolato – Tito Boeri uno di noi – per l’appunto di Tito Boeri, economista ed attuale Presidente dell’Inps.

Forse da più parti nei palazzi del potere continueranno a mangiarsi le mani per aver in qualche modo incoraggiato, a suo tempo, l’elezione di Boeri al vertice dell’Istituto più dibattuto in Italia.

Ancora oggi a distanza di alcuni mesi il nostro giudizio non cambia; quel feeling con il Presidente dell’Inps non si è intaccato ma anzi, si è rafforzato.

imagesAnche perché si è rafforzato il suo impegno a combattere le pensioni ed i vitalizi ingiustificati, fautore di quella equità che a parole tutti vorrebbero ma a fatti un po’ meno. Anche perché il legislatore (Parlamento) che potrebbe intervenire secondo le indicazioni di Boeri, è parte in causa nella contesa. Così tra una scusa e l’altra, lo stesso legislatore preferisce glissare, altrimenti, come si suol dire .. si tirerebbe la zappa sui piedi…

Ma Boeri, imperterrito, se non è l’unico è comunque  tra i pochi dirigente pubblici di un certi livello, in un posto di comando, che continua la sua battaglia personale, nei limiti delle sue competenze, nel spiegare all’opinione pubblica e nel sollecitare gli organi preposti a fare davvero qualche operazione di redistribuzione in favore dei più deboli.

Senza troppi giri di parole, non usando il politiche, il Presidente dell’Inps si espone, in favore del popolo. E vi sembra poco ?

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…ma una bella foto è un’altra cosa

Guarda questo video… Da almeno un decennio tutti, davvero tutti, fanno un video. Cellulari, macchine fotografiche, videocamere, sono gli strumenti comuni utilizzati dalle persone per creare filmati. Ma una bella foto è un’altra cosa.

La fotografia è giornalismo, è un modo sbrigativo per fare una scultura, è uno dei modi, per rappresentare la realtà e portarla avanti nel tempo.

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Dalla fotografia analogica a quella digitale, fino ai programmi come Photoshop che permettono di modificare foto a nostro piacimento. Con i moderni strumenti all’ istante siamo in possesso di una immagine che altrettanto velocemente possiamo inviare all’altro capo del mondo.

Ma come dice Anne Geddes, importante fotografa australiana… la cosa più difficile in fotografia è rimanere semplici...

Una bella foto è qualcosa che prende. Così anche noi abbiamo pensato di inserire nel sito alcune immagini realizzate dall’amico Giorgio Petri di Lucca, fotografo amatoriale che, da alcuni anni nei suoi viaggi, cerca di rappresentare al meglio i momenti di vita che incontra lungo i suoi percorsi.

Siete invitati a cliccare su Foto dal Benessere, finestra in home page sul mondo della fotografica, che periodicamente sarà aggiornata e rinnovata .

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Le politiche familiari sono propulsive e non assistenziali

Lasciata scemare la polemica che ha investito per qualche giorno il Fertility Day (campagna promossa dal Ministero della Sanità per la sensibilizzazione sul tema della gravidanza e della fertilità), l’occasione comunque ci serve per rilanciare un argomento molto importante, nel contesto politico/economico/sociale italiano. Può sembrare un paradosso, ma la polemica innescata con il Fertility Day  potrebbe avere effetti positivi, dato che finisce per rappresentare lo strumento per una nuova presa di coscienza ed un eventuale rilancio delle politiche per la famiglia .images (1)

Siamo convinti che creare una famiglia, metter su casa e poi far nascere dei figli, è un volano per lo sviluppo economico di ogni paese.

Nuove famiglie legali o di fatto rappresentano nuove unità abitative da acquistare, da ristrutturare, da arredare. Nuovi nati sono un vantaggio economico per un paese. Nel breve periodo si hanno riflessi sulla cura e sull’educazione, mentre nel lungo periodo i bambini cresciuti  diventano nuovi occupati, consumatori e contribuenti. Così un vero rilancio dell’economia del nostro paese deve passare da politiche adeguate di sostegno alla famiglia ed alle nascite.

Purtroppo da decenni si invocano delle vere politiche familiari, che oggi l’Italia non ha, mentre altri paesi possiedono da tempo.  Francia, Germania, i paesi del Nord Europa, Regno Unito ed ora anche il Portogallo, sono avanti rispetto a noi e questo lo ritroviamo poi anche nell’economia reale. Sarà solo una coincidenza?

Come dicevamo, in Europa, molti paesi considerano la famiglia un importante fattore di sviluppo e di crescita e la sostengono con provvedimenti ed aiuti. Fare classifiche e paragoni con singoli paesi non ci piace, ma elencare i benefici che si trovano in giro per l’Europa in favore delle famiglie e della natalità, quello sì.download

Eccone alcuni, in ordine sparso e senza alcun commento:

  • Riduzione tasse della casa in base al numero dei figli;
  • Quota mensile di contributo per ogni figlio nato anche fino a 20 anni di età, se decide di studiare, 200 euro al mese, con valori crescenti per i figli oltre il primo;
  • Premio alla nascita,  fino ad euro  1.000,00;
  • Fondi per ottenere aiuto per baby sitter e custodia del bimbo;
  • Garanzia dello Stato di far trovare ai bambini sistemazione in asili comunali o privati;
  • Congedi parentali flessibili;
  • Assegni speciali per il lavoro part time;
  • Baby box, cioè scatola piena di vestiti, coperte, calzini, pannolini, che aiuta le famiglie nei primi giorni di vita;
  • Voucher per l’infanzia;
  • Importanti contributi per i figli disabili.

Consulta, Uffici, Dipartimenti. Per la famiglia italiana tanto si è scritto e tanto si è dibattuto, ma molto poco si è fatto. Ribadiamo che per stimolare la crescita economica e demografica di un territorio,  le politiche familiari possono giocare un ruolo primario. Basta però entrare nell’ordine delle idee che le politiche familiari SONO politiche propulsive e NON SONO assistenziali.

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Ci sono seconde case e seconde case

Del terremoto della notte di mercoledì 24 agosto, si è detto ed analizzato veramente tanto, 24 ore al giorno, giornalisti ed immagini ci hanno accompagnato minuto per minuto, dalle fasi successive al disastro. Radio, Tv, web, tutti a raccontare il susseguirsi degli eventi ed i paragoni con gli altri terremoti.

Pertanto resta veramente poco da dire. L’unica cosa su cui mi vorrei soffermare per un attimo riguarda un piccolo dettaglio: le seconde case.

Statisticamente il 70% degli immobili ubicati nei piccoli borghi sono per l’appunto seconde case e proprio le seconde case nel Lazio sono state escluse dall’ultimo bando per le agevolazioni del 65% del costo di adeguamento antisismico. Il sostegno statale assegnato per il consolidamento degli immobili pare sia andato in favore soltanto di 191 privati, contro le 1342 domande, a causa per l’appunto della questione residente/non residente.

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Chiaramente una seconda casa per esempio a Portofino od a Forte dei Marmi è ben diversa da una situata in un piccolo centro che, a dispetto del progressivo spopolamento, riesce  almeno durante l’estate a rivitalizzarsi ed a far rivivere, anche se per poco tempo, il patrimonio abitativo.

Ed allora forse sarà il caso di distinguere seconde case da seconde case, visto che in giro ci sono ancora molte abitazioni, anche se non di residenza, ma di ”famiglia”, che rappresentano le vere radici di un nucleo familiare e si tramandano per successione generazionale?

Oltretutto, il problema spinoso delle ristrutturazioni che abbiamo sopra accennato non è il solo, dato che da alcuni anni le seconde case, nel nostro paese, sono nel mirino del fisco. Un tempo strumento per valorizzare i risparmi, oggi rischiano di essere in termini tecnici – risparmio incagliato ed oneroso -, cioè non solo non facilmente liquidabile, ma oltretutto bersaglio di una alta imposizione fiscale.

IMG_20160823_172225 (1)Inoltre  si dice che in Italia le secondo case sono un patrimonio non sfruttato ed una occasione sprecata per il turismo del Paese (anche se le nuove forme turistico/ricettive spinte dal web stanno mutando un po’ le abitudini), visto che si parla di 3 milioni di seconde case ( su un totale di 10 milioni circa ) lasciate vuote per gran parte dell’anno ( record europeo ). Ciò è dovuto anche alla mancanza di strutture di supporto e di regole snelle per poter effettuare un servizio la cui fonte principale di guadagno si avrebbe con il turismo stagionale o di breve durata.

Paradossalmente in questo periodo le zone che più attraggono investitori, verso l’acquisto di seconde case, sono nelle regioni forse meno battute come Calabria e Sicilia, soprattutto da parte di stranieri ( in primis Stati Uniti, Regno Unito e Francia ), amanti dello stile italiano o portati a riscoprire le vere origini e con esse le tradizioni locali.

Insomma, di leggi e regolamenti ne abbiamo davvero tante; forse sarà il caso di puntualizzare meglio i vari tipi di seconde case, rendendo anche meno opprimente una imposizione fiscale che sta soffocando il settore immobiliare del nostro paese, un tempo strumento efficace per favorire e movimentare l’economia.  Che ne dite?

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Cosa ne sarà del Brasile, dopo Rio 2016 ?

A breve le paraolimpiadi ( in settembre ), poi sul Brasile calerà definitivamente il sipario apertosi  con i mondiali del  2014; così le più importanti manifestazioni sportive del mondo ( mondiali di calcio ed olimpiadi ) a distanza di due anni si sono tenute nello stesso paese.

immagineIl Brasile sulla scia di una crescita economica/sociale senza precedenti,  si era proposto e si era visto assegnare ( stranamente ) due competizioni ravvicinate e  così impegnative, ma già prima degli inizi dei mondiali di calcio, qualcosa nel paese cominciava a scricchiolare.immagine1

In poco tempo la situazione generale si è deteriorata. Oggi c’è piena recessione economica come pure è in corso una non meno grave crisi politica.

Con l’inizio delle Olimpiadi di Rio 2016, si è avuta di fatto, al cospetto del mondo, una tregua interna, che a breve finirà.

Mutamento di strategie governative con contrazione degli investimenti statali, in favore di presunti interventi privati mai avvenuti, corruzione politica, crisi finanziaria, disoccupazione. Ecco la situazione in Brasile,  paese che fino a pochi anni si vantava di far  parte del BRICS  ( sigla che comprende i cinque paesi con le maggiori economie emergenti ) assieme a Russia, India, Cina, Sudafrica. Ma, nonostante che le manifestazioni sportive l’hanno posta al centro del mondo, il paese sudamericano  si trova in una brutta recessione, con oltre 1,5 milioni di posti di lavoro persi negli ultimi mesi. Senza dimenticare che i costi dell’ultimo evento, anche se dimezzati rispetto a quelli di Pechino 2008, sono raddoppiati, rispetto al budget iniziale di spesa, da 10 a 20 milioni di dollari.

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Lo scenario interno è caotico, nessuno sa bene cosa succederà e soprattutto se i due eventi organizzati porteranno nel tempo i frutti sperati o lasceranno in eredità costi difficilmente ripagabili ed ulteriore miseria,  come lo è stato per le olimpiadi di Atene.

Se fino a pochi anni fa, anche per le aziende italiane,  entrare nel mercato brasiliano significava aver spazio in un vero e proprio subcontinente, con una classe media in continua crescita, oggi non c’è niente che possa garantire continuità e sicurezza di export verso tale paese.

La spia di allarme si è accesa da tempo. I mondiali e le olimpiadi, per opportunità,  hanno momentaneamente sospeso il segnale.

Il Brasile rischierà di trovarsi ancora più povero di quanto oggi è, dopo Rio 2016 ?

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