E se questo è il nuovo … siamo sistemati

Ecco tre nomi per tre successi rilevanti.

Christian Solinas (Cagliari, 2 dicembre 1976) è un imprenditore e politico italiano, Presidente della Regione Sardegna dal 20 marzo 2019, eletto dal centro-destra, voluto da Matteo Salvini.

Il 26 gennaio 2020 Jole Santelli è stata eletta nuovo presidente della Regione Calabria, con i voti del centro- destra, in quota a Forza Italia.

Alberto Ciro, presidente della Regione Piemonte dal 26 maggio 2019, eletto dal centro destra, un passato nella Lega poi in Forza Italia.

Dal boom dei consensi elettorali del centro destra in tanti Comuni ed in tante Regioni (stoppato soltanto in Emilia-Romagna grazie alla preparazione professionale e politica di una persona come Bonaccini, ma soprattutto grazie al grande impegno del movimento delle Sardine, a cui il centro sinistra in quel caso deve quasi tutto), ci aspettavamo e ci aspettiamo importanti risultati per risolvere i problemi quotidiani della gente. Perché il centro-destra è stato così tanto vicino ed accattivante nei confronti del popolo, da prendere tanti voti, che ora dobbiamo vedere i fatti, dopo le parole.

Ma fino ad oggi le cose più rilevanti che abbiamo letto per le Regioni Sardegna, Calabria e Piemonte sono state queste.

Sardegna:

  • Legge in discussione che prevede la possibilità di ampliare cubature anche nelle zone agricole, nelle strutture recettive esistenti, già a 300 metri dal mare (per i Verdi si tratta di una speculazione e colata di cemento senza precedenti).
  • Da mesi Solinas, dall’inizio della pandemia, sta tentando di fare terra bruciata di turisti sull’isola (che vive di turismo) per l’estate 2020, ci riuscirà? Anziché attendere fino all’ultimo l’evolversi della situazione, Solinas, pubblicamente, per poter accedere all’isola, è passato dall’autocertificazione medica, al passaporto sanitario e, infine, negli ultimi giorni, ad una semplice registrazione. Ma il danno per tutto il settore forse ormai è stato fatto.

Calabria:

  • Nel bel mezzo della pandemia c’è stato il caso delle dimissioni del capo della Protezione Civile regionale, che in una intervista al programma di Rai3 “Report”, aveva affermato “non so niente di attrezzature sanitarie”. Nominato da pochi giorni do da Jole Santelli, che si era così difesa: “Chi dovevo nominare?”
  • Dietrofront del consiglio regionale della Calabria, che in maggio appena dopo 5 giorni dall’ aver reintrodotto il privilegio del vitalizio per i consiglieri regionali, a seguito delle polemiche scoppiate sui media, ha promesso di cancellare la norma… non un peccato, ma solo un errore di ingenuità… (politichese perfetto per fregare e confondere sempre il popolo!).

Piemonte:

  • Dopo accese polemiche, la Lega ha ritirato in I° Commissione la proposta di aumentare l’indennità degli assessori regionali “in vista di una riflessione successiva sul tema”. La Lega intendeva aumentare di mille euro gli stipendi del governatore Alberto Cirio e dei suoi assessori. Il provvedimento era stato motivato dalla volontà di “superare lo squilibrio tra le indennità dei consiglieri e quelle degli assessori”.
  • Emergenza Coronavirus, la regione Piemonte si è trovata nel bel mezzo di una vera e propria tempesta per la gestione dell’emergenza; si va dai pochi tamponi effettuati all’inizio dell’emergenza alle stragi verificatesi nelle residenze per anziani, fino alle protezioni mancanti negli istituti sanitari.

E se questo è il nuovo … siamo sistemati …

Pubblicato in Politica - Scuola - Società | Tag , , , , , | Lascia un commento

Per la Lombardia tante posizioni perse

Fino a febbraio 2020 la regione Lombardia era in vetta a quasi tutte le classifiche dell’efficienza nazionale, e considerava quasi il resto del paese una “palla al piede”, che gli impediva di raggiungere l’efficienza dei paesi del nord Europa.

Con la pandemia in due mesi tutto è cambiato. La mia immaginazione arriva a vedere la regione lombarda sotto forma di un “omino” che all’ultimo scalino della scala del successo, poggia i piedi male, perde l’equilibrio, comincia a rotolare giù, cerca di aggrapparsi, ma la sua discesa non si ferma, si rallenta solo un po’. E molti altri “omini” meno prestanti (le altre regioni) assistono al capitombolo, restando saldi al loro scalino o anzi qualcuno cerca pure di salirne uno.

Il disastro lombardo causato dalla gestione del coronavirus ha ribaltato molte prospettive.

La Regione con fatica è riuscita a rallentare gli elevati contagi e l’alta mortalità, facendo passare i propri cittadini agli occhi di tutta l’Italia e di buona parte del mondo, come veri e propri ”untori”, da tenere a debita distanza.

Ma oltre a ciò la Regione ha commesso parecchi altri errori strategici, come la gestione dei contagiati e dei bisognosi di assistenza, la gestione della Residenze Sanitarie Essistenziali, la realizzazione di un nuovo ospedale nei padiglioni della Fiera di Milano, che ancora oggi non sappiamo se serve o no e tanto altro.

La Regione Lombardia, la più organizzata, la più virtuosa, una vera e propria eccellenza anche da un punto di vista sanitario, ha prodotto tutto questo.

L’esperienza coronavirus per la Lombardia è stata devastante. Vediamo quanto tempo metterà l’”omino” lombardo a risalire la scala del successo; la dura esperienza vissuta speriamo abbia consigliato che nella nuova salita si usino delle corde di trattenuta ed ancoraggio.

Pubblicato in Ambiente, Cultura - Media, Notizie, Politica - Scuola - Società | Lascia un commento

La lontananza della finanza dall’economia reale

Siamo ripartiti, come sono ripartite le tante assurdità dell’economia e della finanza (ma forse quelle non si erano mai fermate).

Con l’avvento della tecnologia e delle società tecnologiche legate al mondo di internet, c’è da dire che si sono amplificati i limiti di una finanza e di un mondo finanziario che, purtroppo, è sempre più lontano dall’uomo e dai suoi valori reali.

Prendiamo per esempio l’applicazione Zoom, che fino a poco tempo fa era rappresentata da una piccola società californiana di teleconferenze, conosciuta ed utilizzata soprattutto da qualche manager americano. Con la pandemia ed il confinamento a casa, il servizio di videoconferenze (gratuito fino a 40 minuti con un massimo di 100 persone collegate contemporaneamente) offerto da Zoom è diventato strumento quasi indispensabile, con percentuali di crescita dell’utilizzo del servizio stratosferiche. Incontri e lezioni di scuola, lavoro, party, concerti, happy hours, in tantissimi hanno scaricato l’app di Zoom, che oggi è divenuta la numero uno al mondo. Così l’azienda è cresciuta, si è rapidamente sviluppata, nonostante che il servizio abbia problemi di sicurezza e di privacy (tante sono state le intromissioni postando materiale porno, propaganda nazista o altra spazzatura).

E questa crescita sul web si è riflettuta anche alla Borsa americana come un boom di valore dell’azienda. Gli analisti hanno riscontrato che ad oggi il valore di borsa di Zoom, azienda tecnologica, è superiore alla somma di valore di almeno 7 delle compagnie aeree più importanti al mondo (Air France, Lufthansa, Delta, American A. ecc.), colpite dalla crisi in questo periodo, industrie che fanno parte dell’economia reale. Come dire … la finanza sempre più lontana dai valori reali…

Durerà questo trend o sarà solo una bolla che presto potrà scoppiare? Anche se nella nuova normalità una parte delle riunioni continueranno a svolgersi in videoconferenza, la concorrenza si organizzerà e la competizione sarà altissima, forse con maggiore sicurezza.

Sarebbe quindi più giusto che la finanza contasse fino a tre, valutando attentamente ogni aspetto del mercato e dell’economia, prima di valorizzare questa o quella realtà senza alcun limite.

Pubblicato in Economia -Lavoro | Tag , , , | Lascia un commento

Emergenza smaltimento rifiuti anti Covid-19

C’è da smaltire miliardi di guanti e di mascherine, di uso quotidiano. Ma non solo, ci sono da smaltire i dispositivi di protezione individuale prodotti in ambito ospedaliero e quelli prodotti in ambito domiciliare. Ma non solo, ci sarà da smaltire le tonnellate di dispositivi di protezione individuali divenuti obbligatori anche per le attività che hanno riaperto al pubblico (negozi, parrucchieri ecc.)

Dopo un po’ di tempo, sabato scorso ho fatto due passi nel centro storico della mia città e quello che mi ha maggiormente colpito è stato il vedere fuori dai negozi o accatastati di fianco, in aree un po’ in disparte, montagne di sacchi con all’interno protezioni individuali usa e getta di ogni genere.

Francamente mi sono preoccupato.

Quando sarà passata la paura del virus, speriamo di non doverci trovare a gestire un problema importante come lo smaltimento di rifiuti fino a pochi mesi fa non previsto.

Le linee guida dell’Istituto superiore di sanità (Iss) ci dicono che lo smaltimento dei dispositivi di protezione individuale (dpi) deve avvenire, dove possibile, attraverso l’incenerimento, ma anche per la termodistruzione si dovrebbe distinguere il percorso dei rifiuti, variabile a seconda di chi li ha utilizzati.

In Italia gli impianti di termodistruzione non superano i 50, di cui quasi 30 si trovano nel nord del paese, pertanto al sud e sulle isole il territorio non è presidiato.

Raccolta, stoccaggio, trasporto, distruzione. Come riuscire a smaltire la massa di  rifiuti anti Covid, non solo contenendo le spese, ma rispettando e preservando anche e soprattutto l’ambiente?

Pubblicato in Ambiente, Notizie | Tag , , , , | Lascia un commento

Una perenne contraddizione

Viviamo in un mondo ed in una nazione dove moltissime azioni sono in perenne contraddizione con idee e progetti e visioni, che sarebbero diametralmente opposti.

Questo avviene da sempre, ma forse oggi il tutto è ancora più amplificato. E quando arriviamo a capire e risolvere la contraddizione, tante volte l’azione o il progetto non esistono più.

Dovevamo puntare sui pochi mezzi pubblici in circolazione per ridurre l’inquinamento ed caos, ma oggi dobbiamo evitarli per non fare assembramenti; dovevamo cercare di ridurre e di smaltire accuratamente i rifiuti, ma oggi per le protezioni individuali non sono state organizzate raccolte efficace e produzioni facilmente smaltibili; dovevamo pensare ad un lavoro più flessibile, gestibile anche da remoto, per favorire le famiglie e ridurre gli spostamenti ed i tempi morti, ma appena si è ridato il via all’apertura delle aziende, pochissime hanno cambiato organizzazione ed approccio al lavoro. E così si potrebbe andare avanti ancora parecchio.

Prendiamo per esempio una cosa sciocca, di poco conto. Il titolo dell’ultimo Decreto, che riguarda un po’ tutti, nominato “Rilancio Italia”, che è già un nome in contraddizione con le norme contenute in esso. Perché, senza entrare nel merito e nella valutazione dei provvedimenti inseriti nel Decreto, è evidente a tutti che quasi tutte le misure decise (ad accezione forse per quelle della sanità e dell’ecobonus) sono per tamponare, per reggere il colpo, non certo per rilanciare. Sono toppe qua e là per non far crollare tutto. Allora, per non essere in contraddizione, il Decreto si poteva chiamare per esempio “Sostieni Italia”.

Perché dentro un “Rilancio Italia” ci dovrebbero essere interventi decennali per la messa in sicurezza del territorio idrogeologico, per la cura dei borghi dove la gente potrebbe tornare a vivere, per la costruzione di nuove carceri all’avanguardia sia per gli spazi che per la rieducazione del detenuto, per la creazione di una fitta rete di imprese sociali sul territorio che aiutino soprattutto i più deboli e coinvolgano la popolazione rimasta senza lavoro ed ai margini. E tanto altro ancora.

Questi ultimi sarebbero tutti provvedimenti per un vero rilancio, che già erano complicati da attuare prima dell’emergenza Covid-19, figuriamoci oggi con la previsione del balzo in avanti del deficit del nostro paese!

Continueremo purtroppo a vivere vedendo attuati provvedimento tampone per dare sollievo a qualcuno, ma sentiremo sempre parlare di provvedimenti innovativi (che raramente verranno messi in pratica), che dovrebbero cambiare le nostre vite.

Nostro malgrado, dobbiamo vivere in un contesto di perenne contraddizione.

 

Pubblicato in Economia -Lavoro, Politica - Scuola - Società | Tag | Lascia un commento

Un equilibrio dinamico

Nel pezzo intitolato “il modello fallito” si era cominciato ad analizzare i limiti dell’ eccessiva presenza turistica in molti importanti centri del nostro Paese. Turismo che doveva essere “sopportato” perché rimpinguava costantemente le casse dei Comuni e di molti cittadini. Ed i pochi residenti stabili rimasti che provavano a lamentarsi, erano visti come veri rompiscatole.

Se riprendete quell’articolo e rileggete lentamente e con attenzione il pensiero (in grassetto) drammatico pronunciato da un commerciante di una dinastia di librai di Venezia, si capisce che davvero nel nostro paese c’è da ripensare e da riorganizzare molto, perchè il turismo, in particolare l’overtourism, cioè letteralmente “troppo turismo”,  è uno dei fenomeni più complessi che dovrà essere rivisitato da tanti punti di vista.

Ed allora per venirne fuori riteniamo che la ricerca di un equilibrio dinamico per le nostre città dovrà essere la vera chiave della sostenibilità per i prossimi tempi. Cosa vuol dire?

Prendiamo Firenze,  senza dubbio tra le prime 5 mete turistiche italiane. Con il blocco causato dalla pandemia, Firenze, in appena tre mesi ha visto il tracollo dell’economia pubblica e privata. Così Nardella, sindaco di Firenze, ha fatto un vero e proprio appello al Governo perché venga in soccorso della città.

Avendo vissuto l’impotenza e la disperazione di una città di fronte all’assenza di turisti, Nardella ha pure annunciato di aver avviato un piano, dal nome “Rinasce Firenze”, con il quale, assieme ad un gruppo di esperti locali sta progettando come poter rivoluzionare il modello attuale della città.

Si pensa ad un turismo più sostenibile e di livello, meno di massa, si pensa a riportare più funzioni nel centro cittadino, come pure a cercare di riportare i residenti all’interno del perimetro ormai in mano ai viaggiatori, cercando di convincere i proprietari di abitazioni fino ad oggi adibite ai turisti, ad affittare le case alle famiglie del posto, anche grazie ad una possibile garanzia di solvibilità da parte dell’amministrazione pubblica.

Il dibattito è aperto, qualcosa si muove, gli errori maturati in decenni di azioni unilaterali, messi a nudo dalla pandemia, si devono correggere. Ripetiamo, la ricerca di in equilibrio dinamico complessivo per le nostre città sarà la vera chiave della sostenibilità.

Pubblicato in Politica - Scuola - Società | Tag , , , , , | Lascia un commento

Sarà una migrazione al contrario?

Ben prima dell’epidemia, va detto, che la considerazione dei nostri borghi e dei piccoli comuni era già in parte rinata.

C’era interesse, c’era voglia di ricreare vita, cultura, vecchie tradizioni, nuove opportunità di business.

Ma nello stesso tempo era comunque evidente che i piccoli comuni ed i borghi, lungo tutto lo stivale, facevano e fanno parte di un territorio impegnativo, difficile da organizzare e mantenere, dove non sempre è facile rintanarsi per sfuggire alle difficoltà quotidiane di vita delle grandi città, oggi amplificate dal problema coronavirus.

Infrastrutture vecchie e prive di manutenzione, difficoltà di allaccio alle moderne tecnologie, continui dissesti idrogeologici. Queste sono alcune delle questioni più scottanti, che la nostra classe politica doveva già e dovrebbe da oggi discutere ed organizzare, con programmi a lungo respiro, come minimo decennali, per interventi da prevedere, ma soprattutto da attuare.

Questa pandemia ha avuto effetti disastrosi,  soprattutto nelle aree più popolate ed inquinate. Questa pandemia ci ha fatto riflettere che serve ripensare la nostra esistenza, dallo spazio, alla qualità della vita (forse si dovrebbero introdurre criteri diversi dalla crescita del PIL  per valutare lo stato di salute di un paese).

Anche se tutto è certamente migliorabile, in questa situazione di grave difficoltà abbiamo anche capito che si può lavorare da lontano e fare scuola da lontano.

Ed allora viene da pensare: si andrà verso una migrazione al contrario, visto che la crescita delle città e lo spopolamento delle campagne è stato senza dubbio la trasformazione più significativa del XX secolo?

Non lo sappiamo, ma quello che sappiamo è che la sola intenzione e forza di volontà del singolo cittadino non può bastare.

Quindi perché campagne, borghi e piccoli comuni possano riaccogliere una migrazione al contrario è necessaria una discontinuità nelle politiche, un vero e proprio ripensamento del vivere.

Ma per scelte ed investimenti importanti, è bene ricordarlo, occorrono governanti qualificati accompagnati da maggioranze solide e ben coese.

Pubblicato in Politica - Scuola - Società | Tag , , , , | Lascia un commento

Responsabilità politica e responsabilità giuridica

Tante volte partiti e politici ritornano a rivendicare, anche giustamente, l’autonomia della politica rispetto alla magistratura.

Tante volte abbiamo sentito dirigenti pubblici, politici, ministri, trincerarsi dietro al non sono stato indagato, al non ho avuto un avviso di garanzia, al non ho commesso il fatto, così da farsi forte per proseguire a testa alta la propria azione politica, buona o pessima che sia.

Ma troppe volte dietro le categorie della responsabilità giuridica, la stessa politica trova le giustificazioni per declinare l’altra responsabilità, quella politica, altrettanto importante.

Così spesso abbiamo visto politici sottrarsi dal giudizio politico di responsabilità in quanto non indagati o non condannati.

Ma in questi momenti, particolarmente duri e complicati, la sola responsabilità giuridica non può bastare. Mai come oggi c’è bisogno di “rendere il conto” alla collettività, senza compromessi.

Non possiamo tacere ed accettare amministratori pubblici che forniscono mezze verità e scuse pretestuose. Non possiamo tacere ed accettare amministratori pubblici superficiali, che dimostrano mancanza di approfondimento ed approssimazione. Se non sono in grado o dimostrano di non esserlo, devono dimettersi o devono essere allontanati, senza indugio.

La situazione è delicata e, per uscirne fuori, non basteranno, ma sono necessarie guide giuste e se possibile sapienti, cioè con una forte responsabilità politica, oltre che giuridica, naturalmente.

Pubblicato in Politica - Scuola - Società | Tag , , , , , , | Lascia un commento